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Una saggia beona, creativa "dè noantri", pericolosamente romantica ed irrimediabilmente istrionica!

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IN ARIA... & kiocciola
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Sarah Steffens

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Una giornata senza un sorriso è una giornata persa!
lunedì, 26 febbraio 2007
"De Sica...te vedesse papà!"

Cristian_De_SicaVenerdì sera sono andata al Sistina a vedere il nuovo musical di C. De Sica: “ Parlami di me”.

 La critica preannunciava uno spettacolo brillante, omaggio puro al varietà, scritto a 4 mani da M. Costanzo ed E. Vaime, con qualche inevitabile accenno al grande Vittorio De Sica.

 

Da buona spettatrice e per molti anni attrice di teatro, mi sono seduta sulla mia poltronissima aspettando di gustare il grande riscatto di un attore ormai etichettato come:

 

 Il romano caciarone che fa tanto ride nei film dei Vanzina ma che a teatro non saprebbe combinare nulla di buono!”

 

Invece lo spettacolo cui ho assistito è stato un continuo  susseguirsi di autentiche, fenomenali, incredibili  cretinate!

De Sica ha voluto anche sottolineare come il testo di quello spettacolo fosse stato proposto e subito approvato dal grande Garinei solo sulla base del “racconto” fatto dai due autori……e questo la dice lunga sulla fase di rincoglionimento di Garinei di diversi anni fa, o sull’estremo potere “mediatico” di Costanzo ….

Si assiste così ,sullo sfondo di una carrellata di immagini di grandissimi attori di teatro da Rascel a Petrolini etc…, ad una serie interminabile di banali battute riprese pari, pari dal famoso spot della Tim, giovani ballerini e attori della scuola del Sistina, (sempre in virtù della sindrome di “Amici” della De Filippi) sgambettanti e insulsi, e circa il grande Vittorio De Sica, più che di un accenno alla sua memoria e grandezza si è trattato di un autentico tributo, un tributo fatto di patetici ricordi e  nostalgiche  battute del tipo:

 “Papà dammi la forza di andare avanti, ovunque tu sia!”, “chissà che direbbe il mio di padre”…..”papà mi portava qui, mi portava là, mi presentò tizia, mi disse questo, mi insegnò quest’altro…..” e dopo sta sfilza di menate De Sica figlio ha avuto anche la faccia tosta di aggiungere con aria seria e addolorata: “essere figli di qualcuno non aiuta per niente nel mondo dello spettacolo, anzi, ti ostacola perchè tutti si aspettano da te qualcosa in più!”.

Dopo un primo fortissimo attimo di sbigottimento puro, ho riflettuto sui vari figli di : Gasmann, Giannini,  Placido,  Ingrassia,  Noschese….. e  i vari nipoti di:  Magnani, Riva, ……ed ho anche provato tanta tenerezza pensando a quante sofferenze debbano aver patito i poveretti per riuscire ad approdare sul grande schermo e sui grandi palcoscenici in età…..giovanissime!!!

Scritto da: Targhina alle ore 17:19 | link | commenti (7) | categoria: sociofobia
mercoledì, 21 febbraio 2007
"Stilisti....fateci il piacere!"

modaSi è da poco conclusa la settimana della moda a Milano, leggendo su Libero alcuni commenti ve ne cito alcuni:

Femminilissima la donna di Krizia, tutta avvolta in abiti metallizzati, pantaloni aderenti, camicie bianche, vesti «sirena». E se fa freddo? Largo alle originalissime pellicce di capra tibetana.

 

Capre tibetane?!....oh mio dio ma è mostruoso!!! Pensare che quelle pacifiche , pure, dolci, caprette che pascolano sugli altipiani del Tibet a 5000 metri di altitudine, aria pura, erba fresca…siano destinate a finire sulle spalle diafane di sirene by Krizia….beh fa venire i brividi ma è pur sempre un esempio di moda “mare e monti”!!!



Raffinatissima ed elegante come la Julie Christie di "Darling" la donna di Lorenzo Riva: cappottini rossi e neri, stringate bicolore, abitini con fiocchi couture o bottoni dorati.

 

Beh a me, questi elementi fanno più pensare a tante deficienti vestite come Shirley Temple prima del ciclo che si muovono rigide e meccaniche al grido di: “Mamma! ….Ho fame! ....Pappa!…”!!! Insomma la donna “cicciobello”

 

 Rifiniti in velluto o pelliccia i cappottini, plissettati i tubini. Lunari gli abiti cocktail con ruches, da alternare alle maglie argentate e ai pantaloni maculati. Lunghe e scollate le proposte per la sera, anche con strascico.

 

Premesso che per capire questo passaggio ho dovuto consultare un vocabolario di italiano ed un dizionario di francese, immaginare la mia “Barbie  Cenerentola” nei panni di un Power Rangers lunare con sfumature maculate da transessuale di Tor di Quinto, beh. mi sembra decisamente una stronzata! Già mi immagino in tubini plissettati e pelliccia a correre dietro l’autobus per andare al lavoro, o entrare in un bar della Garbatella vestita come un marziano lunare per sorseggiare un crodino o ancora uscire per una serata al locale con gli amici, vestita come Ivana Trump….!!!

 

Stilisti, siate più realisti!!!

Scritto da: Targhina alle ore 13:29 | link | commenti (4) | categoria: sociofobia
lunedì, 19 febbraio 2007
"Il festival del trash"!

linoAltro che “Festival della canzone Italiana”, “Festival dei fiori” etc…. quello di quest'anno sarà il “Festival della parolaccia”!! Dopo un'attenta analisi dei testi dei brani in gara (merito di Tv Sorrisi e Canzoni), se ne evince che il linguaggio del quotidiano, o di strada, sbarcherà sul palco dell'Ariston.

Qualche esmpio?. In "Oltre il giardino" di Fabio Concato si può leggere il verso «dovrei dare quel che resta del mio culo per campare!». Daniele Silvestri, invece, attacca la sua "La paranza" con «Mi sono innamorato di una stronza», vocabolo che ripete per ben due volte nel corso della canzone. Più diretto, tra i giovani, Pietro Bau che in "Peccati di gola" qualifica la sua bella con un pregnantissimo «che figlia di puttana!». Non è da meno Simone Cristicchi nella sua "Ti regalerò una rosa", dove inserisce il poco gradevole verso «puzzo di piscio e segatura», aggiungendo che «me la faccio sotto». Tema ribadito dal giovane Pier Cortese che declama «non ho neanche tempo per pisciare». Infine, arriva una signora come Milva e pronuncia un bell'«'affanculo».

E pensare che anni fa il tanto bisfrattato Marco Masini fece scuola con “Bella stronza” e “Vaffanculo”!

In un talecontesto sanremese da “mercati generali”, mi aspetto di vedersi esibire il mitico Lino Banfi nella celebre performance del Commissario Auricchio nella perla miliare del cinema italiano: “Fracchia la belva umana : "E benvenuti a sti.....belli grossi e capocchioni e te che sei un pò fifì......!"

Scritto da: Targhina alle ore 16:14 | link | commenti (4) | categoria: sociofobia

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