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Una saggia beona, creativa "dè noantri", pericolosamente romantica ed irrimediabilmente istrionica!

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IN ARIA... & kiocciola
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Sarah Steffens

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Una giornata senza un sorriso è una giornata persa!
mercoledì, 28 maggio 2008
"Che caldo che fa!"

Stamattina una zanzara si è frapposta con prepotenza tra me e le braccia di Morfeo, sorvolando più volte con la grazia di un cacciabombardiere il mio orecchio tra le 5.00 e le 6.00 di mattina!  Stremata dal caldo e dal prurito incessante sulle braccia che la "bastarda" è riuscita a pungermi attraverso le lenzuola mi sono alzata ben due ore prima della sveglia programmata!  La cosa è tornata utile per fare mille cose, tra cui anche un pò di Tai Chi (NON LO FACCIO MAI, MA Fà TANTO FICO!) , ma il caldo pazzesco dell'alba faceva presagire un'altra terribile giornata di afa umida e appiccicosa! Il caldo di questi giorni fà sragionare e riesco a fatica a scrivere dei post sensati! L'unica cosa su cui mi vien da scrivere è : caldo, apatìa, vacanze, mare...!!!! Eccone un esempio

TUTTI AR MARE

Se  in città c’è  la  calura

la  gente scappa ar mare

pe’ trova’ un  po’  de frescura,

riposasse e rifiatare.

 

Cor giornale se sventajano de gusto

cambianno lato e posizione

cercanno de trovasse quello giusto

pè pijasse tutto er solleone.

  

Poi giunta che è la sera, sur finale

croccanti come gamberi arostiti,

co’ le  spalle che je fanno male

tornano in citta’  più lessi che bolliti.

 

Tra smorfie ed espressioni sofferenti

pomate, doposole  ed unguenti

sopportano er dolore de campà

contenti d’essese annati a rinfresca’!!!

 

Scritto da: Targhina alle ore 14:09 | link | commenti (14) | categoria:
martedì, 27 maggio 2008
"Ricordi e ... buon costume!"

BisnonniIeri, per motivi lavorativi, ho assistito alla cerimonia di premiazione di alcune scuole medie laziali a seguito di un interessante concorso fotografico volto a testimoniare la storia della mia regione attraverso i volti di famiglia dalle origini ad oggi.

Così moltissimi ragazzi hanno frugato tra le foto di casa ricercando quelle più vecchie, più significative, più belle per farne un collage video completo di parole, musica , pensieri…

nella Giuria personalità politiche locali e docenti.

Al momento della proiezione dei lavori delle 3 vincitrici,  mi aspettavo di assistere a carrellate di foto varie, da quelle sbiadite, logore e  in bianco e nero, dipinte a mano, con fondali teatrali che appartenevano ai miei bisnonni, per poi passare agli anni 60, quelli del boom economico, con le prime vespe, le prime auto sportive, fino agli anni 70 con i televisori arancio shocking, i maglioni a dolcevita etc….

Ma non avevo calcolato l’età media dei ragazzi premiati, tredicenni nati nella metà degli anni 90, nipoti di nonni poco più che 60enni e figli di 30enni!

Quindi mi vedo proiettare davanti gli occhi immagini del tipo:

 

- 1965 : Matrimonio dei nonni!

- 1993.  Matrimonio di mamma e papà!

- 1996.  Io a 2 anni!

 

Per la prima volta ho realizzato che stò ….diciamo così….maturando!

A ritirare i premi brufolose teen ager, un po’ Lolite, un po’ Winx, dai pantaloni  a vita bassissima e magliettina corta a scoprire un bel pezzo di ombelico e osso sacro…. Ed ho immaginato come sarebbe stata la reazione di mia madre nel vedermi uscire di casa conciata così a 13 anni per andare ad una cerimonia istituzionale! Poi ho visto le giovani professoresse che accompagnavano le classi, mie coetanee dai jeans stretti , le canotte scollacciate, i 5 buchi all’orecchio….

Ed allora ho smesso di stupirmi, con tali modelli ormai perduti i ragazzi non possono fare di meglio!

Però quanto cattivo gusto c’è in giro!

Scritto da: Targhina alle ore 11:44 | link | commenti (5) | categoria: sociofobia
giovedì, 22 maggio 2008
"Bruges...et noir!"

locandinaEccomi reduce dall’ultima esperienza cinefila del momento il primo film di Martin Mc Donagh : “In Bruges”, film di azione con un cast davvero di riguardo, primo fra tutti Colin Farrell, che dopo le ultime imbarazzanti interpretazioni tira fuori  un jolly in questa piccola black comedy.

Lunatico e divertente, a tratti sexy, in certi momenti triste e vulnerabile come un bambino. Lui e Brendan Gleeson, altrettanto convincente, interpretano Ray e Ken, una coppia di killer irlandesi a cui il boss (un sublime Ralph Finnes), ordina di andare a Bruges, in Belgio, e attendere istruzioni.

Il più giovane dei killer (Rey) ha ucciso su commissione un prete e, per errore, un bambino; l'altro lo ha accompagnato a Bruges per ammazzarlo (il committente non tollera che si faccia del male ai bambini). Il primo detesta la città, trovandola molto noiosa; gli altri due la adorano.I due killer girano per vie e canali, si fermano a contemplare la lavorazione di un film di nani, bevono birra, corteggiano ragazze, aspettano la telefonata del padrone, si annoiano e divertono gli spettatori.

Si potrebbe dire che i due killer aspettano Godot a Bruges in un film che  è pura arte del dialogo con un occhio a Beckett e l'altro a Tarantino. Brutalità e senso dell'umorismo, arte medievale e commedia romantica, nani da picchiare (è il secondo film recente dopo Funeral Party in cui si maltrattano i nani; trionfo del politicamente scorretto) e pistole che troncano la conversazione.

Ci sono i turisti intruppati. Ci sono i colti viaggiatori (sono i più antipatici), ci sono i cultori dello slow - travel , ci sono i nani e le prostitute, non manca niente!

inbrugesLa scelta di  Bruges, come contesto della storia non è affatto casuale. Una scelta strana, in apparente netto contrasto con la brutalità dei fatti che vi accadono. Bruges è la città medievale meglio conservata d'Europa, tutta canali e ponticelli, adottata dall' Unesco come patrimonio dell'umanità, nota come la Venezia delle Fiandre, una mucchio di casette dai tetti a punta che sembrano di marzapane , (tanto è vero che credi di dover  incontrare  da un momento all’altro Hansel e Gretel!) i cigni nel l’acqua le biciclette e i fiori, insomma un autentico paesaggio da fiaba, in cui tutto è perfetto….troppo perfetto! Il paesaggio da fiaba diventa man, mano surreale, finto, onirico e claustrofobico in grado di esaltare la coscienza del giovane protagonista che non riesce a sopportare turisti e rimorsi e che alla domanda del suo compagno di viaggio e di delitti: “Ti piace Bruges?” non può che rispondere: "Se fossi un ritardato cresciuto in campagna forse Bruges potrebbe impressionarmi!” 

I  canali, le piazze, le chiese e gli edifici gotici, i giardini e la stessa indole rigida, indifferente, ermetica e orgogliosa  dei Belgi incidono fortemente sugli eventi e sulle coscienze di tutti i protagonisti.  Le suggestive geometrie architettoniche in cui piombano quelle del maledetto Fato e gli scalini da affrontare per avere una nitida visione d'insieme, siano torri panoramiche o coscienze tentennanti. Ray si sente in gabbia e rischia l'esaurimento quando non il linciaggio da parte di un gruppo di turisti americani obesi!Due gangster irlandesi aspettano Godot a Bruges. Un colpo è andato male. Così male che il giovane Ray (Colin Farrell) e l'esperto Ken (Brendan Gleeson) vengono spediti dal loro capo nevrotico Harry (Ralph Fiennes) nella Venezia delle Fiandre ad aspettare che le acque si calmino. Ken è affascinato dall'arte e dalla tranquillità del luogo. Ray si sente in gabbia e rischia l'esaurimento quando non il linciaggio da parte di un gruppo di turisti americani obesi. La trama si ferma qui, il resto di In Bruges-La coscienza dell'assassino, opera prima del drammaturgo irlandese Martin McDonagh, è pura arte del dialogo con un occhio a Beckett e l'altro a Tarantino. Brutalità e senso dell'umorismo, arte medievale e commedia romantica (Ray si prende una cotta per la misteriosa Chloe), nani da picchiare (è il secondo film recente dopo Funeral Party in cui si maltrattano i nani; trionfo del politicamente scorretto) e pistole che troncano la conversazione. Episodio dopo episodio, il film si svela ipnoticamente davanti ai nostri occhi. Motivi della magia? La penna arguta e umana di McDonagh (viene voglia di leggersi tutte le sue pièce irlandesi) e la potenza espressiva di Farrell e Gleeson. Il giovane Farrell si conferma grande attore. Se solo mettesse la testa a posto. Gli suggeriamo più Bruges e meno Hollywood.
I protagonisti del film, muoiono quasi tutti e muoiono male (colpi di pistola, proiettili dum dum, teste spappolate, corpi maciullati da tuffi nel vuoto…..) gangster spietati, ma anche di buon cuore , con forti principi e nitidi valori. Alla fine il giovane Rey si convince che la giusta punizione per il grave peccato commesso in vita non sia la morte, ma sopravvivere  nell’opprimente e sinistra  Bruges!

Al film dò un 8 pieno! Andate a vederlo: per l'ambientazione  asfissiantemente bella, per il black humor tipicamente inglese che vi farà sorridere anche di battute cattivissime come questa:

"I belgi sono famosi per due cose, la cioccolata e la pedofilia; sappiamo che hanno inventato la cioccolata per attirare i bambini!"

ed alla fine scoprirete che spesso e volentieri i paesaggi da fiaba sono più inquietanti dell’inferno e che talvolta i cattivi hanno più anima dei “buoni”!

 

 

Scritto da: Targhina alle ore 15:44 | link | commenti (6) | categoria: cinema

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