Vi siete mai chiesti cosa significa il vostro nome? Immagino di sì, anche perchè al giorno d'oggi ci sono mille pubblicazioni, più e meno serie, sull'argomento, a cominciare da quando mamma e papà ti concepiscono e iniziano a pensare a qualcosa di più del nome di nonno/a, zio/a....grazie al cielo!
Il mio è tra i nomi più diffusi del pianeta, ma è nella ns lingua e al femminile che, secondo me, acquista una musicalità dolce e completa. Sulla base del significato del mio nome, che molti tra voi avranno, ho composto un piccolo omaggio a tutti i Franceschi che passano di qui!
"Er Nome"
Er nome che me porto è fico e assai gajardo
me chiameno Francesca, ma solo chi è lombardo
pe’ tutti l’artri, a Roma, so’ nota come Chicca
e a me sta cosa qui de certo nun me picca.
È er nome de ‘n gran santo, famoso in tutto er monno
amato e rispettato dai tempi de mi’ nonno.
Diceveno ch’amasse parlà co l’animali
er lupo drentro ar bosco, l’uccelli con le ali...
De certo nun è un caso che er nome lo si adotti
se stai in una città ch’adora Checco Totti.
Chi se chiama come me è dorce e assai gentile
disponibile ar dialogo, premuroso e giammai vile:
“Omo libbero” vor dì
in Germania come qui.
Donna energica, decisa
disponibile alle risa
resistente a molti guai
e dar core grosso assai.
Ma ner caso che quarcuno
je sortisca male alcuno
sò mazzate e gesti brutti
non sopporta i farabutti.
Er 9 je porta fortuna
segue er ritmo della Luna
veste rosso che è no schianto
ama l’arte er vino e er canto.
Che ve devo dì de ppiù
a me piace da "der tu"
ar di là de egreggio e dottore
la sostanza sta ner nome!
Gustatevi questa reale quanto bizzarra conversazione con un mio simpatico collega ossessionato dalla notizia comparsa ultimamente sulla fine del mondo del 21 dicembre 2012 alle ore 11.11 !!

C: “Ehi! Hai sentito che il 21 dicembre 2012 ci sarò la fine del mondo?”
IO: “Sì, beh roba vecchia a dire il vero…”
C: “…Ma lo hanno previsto i May migliaia di anni fa!”
IO: “E mica solo i Maya! Sono centinaia le sacre scritture e i libri antichi che parlano della medesima cosa…..qualcosa di vero ci sarà!”
C: “beh? E tu sei tranquilla?”
IO: “E che ci posso fare? Tanto vale aspettare, godersi la vita e vedere che succede…”
C: “ma noooo, qui tocca vendersi casa e comprare viveri, cibo, cambiare paese…”
IO: “Allora entra a far parte di Progetto 2012!”
C: “E cos’è?”
IO: “Un gruppo di professionisti italiani di vari settori che hanno deciso di partire per un paese geologicamente stabile, costituendo una comunità allargata capace di vivere in armonia con la natura, autosufficiente e speranzosa in un futuro migliore….”
C: “E dov’è, dov’è che sono andati?”
IO: “….beh questo non lo dicono sul sito, ma basta vedere la mappa geologica del pianeta, pare che alcuni continenti siano destinati a scomparire , mentre altri sono quelli che resteranno dopo l’inversione magnetica e relative catastrofi ambientali….credo che l’Africa centrale sia tra questi!”
C: “Allora , beato chi ha una casa in Africa!”
IO: “Ehehehehehehehehe, come Briatore che ha una tenuta in Kenya!”
C: “Davvero?”
IO : “Certo! Lo sanno tutti!”
C : “…..o mio dio!”
IO : “Che c’è ?”
C : “Non ci posso credere!”
IO: “Che c’è?”
C: “…nemmeno la fine del mondo potrà salvarci dalla Gregoraci?!”
IO: “?????”
E se per una volta si decidesse di essere migliori?
Saremmo pronti ad accogliere una proposta di ... pace? Ve lo racconto con questo mio piccolo sonetto , che nella memoria dello splendido poeta romano: Trilussa e del favolista greco: Fedro, si camuffa da fiaba = metafora di vita.
Buona lettura!
“ER TENTATIVO DER LUPO”
C’era na vorta, tanto tempo fa,
un lupo che decise de cambià,
penzanno che se si fosse fatto bbono,
l’omo l’avrebbe libberato cor perdono!
L’omo, vedenno er lupo che sortiva,
pensò ci avesse quarche idea cattiva,
prese le pecore e le chiuse drentro,
poi prese ‘nbastone e je se fece ‘ncontro!
Er lupo ner vedello da lontano,
pensò fra se: “Eccolo l’umano!
Si la facessi io sta brutta azione,
direbbero che c’era l’intenzione!”
L’omo je disse subbito:”Vai via!
Quella che tu vedi è casa mia,
forse però… potrei portatte ner giardino,
pe fatte npò giocà cor ragazzino!”
Er lupo l’ascoltò un po’ perplesso
poi se voltò e confidò a sé stesso:
“Eccolo qua er famoso essere umano,
basta na vorta, che je porgi la mano,
e lui ce prova subbito a ingabbiatte,
te vò rinchiude pè il sollazzo de n' infante!
Forse però si je mostro li denti,
lui capirà che io ciò altri sentimenti!”
“Io sò un lupo, no ‘n cane, hai da capillo,
si voi fa’ pace cò me te basta dillo
e me ne torno ar monticello mio
e te a penzà all’orto cò tu fijo”
“Ar ragazzino tuo je vojo bene,
però er giardino no, nun me conviene,
finì co la catena ar collo che tristezza,
pè uno con così tanta fierezza!”
Er lupo se n’anniede piano piano,
facendo finta de nun sentì l’umano,
tornò ar posto suo, sulla montagna
lascianno l’omo a lavorà a campagna!