....Sono al supermercato, e giro con il carrello.
Stavolta nessuna lista alla mano, vado a colpo sicuro... conosco quasi a memoria ogni articolo e la sua posizione, penso di comprare giusto qualcosina, non ho prelevato, ma ho il bancomat dietro ...
In testa l'irrazionale convinzione che qualche telecamera mi punti e che qualcuno dall'altra parte annoti le abitudini alimentari di una donna bianca sui 33. Il supermercato è pieno, e come sulle strade piene di gente impazzita tutti ti vogliono passare davanti. C'è una moretta dalla pelle dorata, capelli fulvi, un piccolo sul cestino del carrello... sembra un quadro tipo "Madonna con bambino". Poi arrivo alla cassa e ho davanti a me una famiglia... lui sta sistemando tutto sul nastro, lei tiene a bada il piccolo, avrà un anno, che sta trafficando con le caramelle sui cestelli sotto alla cassa Sta testando ogni confezione, agitandola vicino all'orecchio per sentire bene il rumore delle caramelle. Aspetto pazientemente il mio turno assorta nei miei pensieri ed ecco finalmente la cassiera impacchettare le mie cose. Al momento del conto, tiro fuori il bancomat e mi preparo a digitare il PIN….in quel momento una sensazione terribile, strana, surreale si impossessa della mia mente, cerco di far luce nella memoria, ma sento come una specie di eco in una stanza vuota….
è incredibile, assurdo, inconcepibile
….NON MI RICORDO PIU’ IL PIN!!!!! 
IO, PROPRIO IO, IO CHE SONO LA MEMORIA STORICA DEI MIEI COMPAGNI DI LICEO, IO CHE RICORDO NOMI E COGNOMI DI TUTTI I MIEI AMICI DELL’ASILO, IO CHE RICORDO OGNI SINGOLA STROFA DELLE SIGLE DEI CARTONI, IO CHE NON HO MAI SOPPORTATO LE PERSONE CON SCARSA MEMORIA.......IO....IN TOTALE, COMPLETA AMNESIA!!!!!
Senza troppi preamboli confesso alla cassiera di non ricordare minimamente il PIN!
Le persone in fila dietro di me se la ridono sotto i baffi, la cassiera comprensiva mi guarda con occhi complici e mi sussurra di aver vissuto la stessa esperienza la scorsa estate al momento del saldo del soggiorno in albergo.
- "Sà l'ho digitato 3 volte sbagliato e alla fine mi hanno bloccato il bancomat!"
Confessione rincuorante (se non altro non mi ha fatto sentire una ladra di bancomat!!!) ma….io sono ugualmente scioccata, possibile che non mi ricordi il PIN?
Possibile che IO sia in totale amnesia? Me ne vado sconfitta e sconsolata verso la mia auto e cerco in tutti i modi di combinare le cifre che in maniera disordinata si susseguono nella mente….cacchio! Niente da fare!
Eppure uso il bancomat in continuazione….3, 6, …..4….mmmm…no, no……3, 9, 6….mmmmm….no l’oblio più assoluto!
In macchina mi viene in mente di fare un check-up della memoria e attraverso una serie di giochi autistici ripeto ad alta voce le poesie imparate a scuola, per passione o per studio, da La livella di Totò a “A Silvia” di Leopardi…quest’ultima è la prova del 9 , l’ho sempre saputa tutta, così bene e senza incertezze da usarla come numero da circo! Ma a un certo punto.... mi blocco! Inizio ad avere dei dubbi su alcuni versi, ma …. allora……oh mio dio!!!!
E' proprio vero! La mia memoria perde i colpi! Ahhhhhhhhhhhhh!
Mi concentro, per recuperare tutte le parole, con una parte del cervello ricomincio a declamare dall’inizio, mentre con l’altro emisfero (noi donnine li usiamo tutti e due!
) cerco di conteggiare bene la mia età trovando mille giustificazioni del tipo: “Beh ormai le cose da ricordare cominciano ad essere tante, bisogna fare un po’ di pulizia……”, …..quand’ecco che finalmente i pezzi della poesia tornano tutti alla mente!
Ma del PIN ancora nessuna traccia! Passa la sera, passa la notte e l’indomani mattina non sono ancora sicura di quale sia sto benedetto PIN!
Mi avvio al solito bancomat sotto casa e mi affido all’abitudine, al caso, chissà magari il gesto automatico alla solita banca mi aiuterà……e così è stato! 
Che la mia memoria sia diventata fotografica? Bah....
Tuttavia, una cosa è cambiata davvero adesso, ho dovuto annotare il codice PIN da qualche parte! Gesto normale per molti , ma non per la supermemoria di Targhina…..starò invecchiando......che amarezza!
Sono cresciuta con questa frase in testa: “Se Dio vuole...”.
Mia madre la ripeteva in molte occasioni, solitamente alle soglie di fatti importanti.
Tuttavia la rammento più che altro durante i viaggi estivi attraverso l’Italia per giungere nelle mete vacanziere di famiglia: la Calabria e la Ciociaria.
Io e mio fratello sedevamo dietro e i miei, ovviamente davanti. Al volante il mio babbo e mia madre era addetta alla distribuzione di panini, merendine e coca cola per tutti noi. Non ricordo di essermi mai fermata ad un Autogrill con i miei se non per far riposare il motore della macchina…..che nella mia fantasia aveva quindi una vita propria e necessitava di recuperare il fiato dopo un tot di km!! Tutto il necessario per il sostentamento on the road della famiglia era stato pazientemente preparato da mia madre all’alba!
Allora potevo avere sei, sette anni, otto ho sentito un otto, qualcuno ha un nove, nove! Dieci, datemi un undici signori, dodici! Dodici e uno dodici e due…. Diciamo che le estati, dalla mia infanzia fino ai 16 anni le ho trascorse così un po’ in Calabria, un po’ in Cicociaria.
Affrontando dalle 2 alle 8 ore di viaggio sempre con la solita solfa nelle orecchie: «Quanto manca?» «Se Dio vuole arriveremo alle…»
Avevo circa sei anni quando ho realizzato un pensiero strano. Era mattino presto, viaggiavamo sulla Salerno - Reggio Calabria direzione sud e da poco ci eravamo lasciati alle spalle Lago Negro: chiesi a mia mamma un tegolino (andavo matta per i tegolini) e mentre lo pappavo domandai: «Quanto manca?» Quasi subito mio padre rispose: «Se Dio vuole arriveremo per mezzogiorno.»
Al che risposi, senza rifletterci su poi tanto: «E se non vuole?»
Ricordo che mia madre si voltò di scatto lanciandomi uno sguardo simile a quello di padre Merrin di fronte all giovane posseduta Chris MacNeil nell’Esorcista 1!
Dal canto suo mio padre, in maniera scontrosa disse: «Chi ti mette in testa ste parole?» Io, le labbra sporche di cioccolato, le dita pure....feci spallucce e la cosa finì lì.
Però il pensiero che scaturì in quel frangete fu il seguente: perché mai Dio non vuole che arriviamo a destinazione? O che ci arriviamo in ritardo?
Che prendesse anche lui delle percentuali sul cantiere Salerno-Reggio Calabria?! 
Canzoni d’amore.
Melodiche, rappate, pop, … fischiettate, cantate fino alla nausea,... colonne sonore di amori, incontri, scontri, partenze, dolori, amarezze, liti, …. Nella ns tradizione canora ce ne sono migliaia, per tutti i gusti, per tutte le occasioni.
Canzoni sull’incontro, sull’innamoramento, sul coinvolgimento sessuale, sulla paura dell’amore, sulla crisi, sul tradimento, sull’abbandono,sulla fine dell’amore ...
Parole meravigliose, piene di vita che arrivano dirette, dentro, lì, dove inizia tutto e ci fanno emozionare, commuovere, riflettere.
Ma poiché dell’amore ciò che più colpisce ed emoziona è la parte iniziale, quella fatta di incontri, profumi, chimica, sesso, eccitazione, scoperta, curiosità, preoccupazione, ansia e attesa, difficilmente si trovano testi che si soffermino a parlare di ciò che diventa poi l’Amore.
L'Amore con la A maiuscola, quello che dura anni, che si evolve in una vita insieme fatta di quotidianità, routine, noia, sopportazione e che continua imperterrito nonostante le difficoltà, che riesce a rinnovarsi , ad attizzare ancora qualche scintilla imprevista nella cenere che rimane quando il fuoco si è spento, che sà scendere a compromessi, che sà plasmare le personalità dell'uno e dell'altra per ammorbidire dove serve e fortificare dove l'altro cercherà appiglio e conforto.
Poi la folgorazione giunge dalla radio sulle note dell’ultima canzone di Battiato: “Tutto l’universo obbedisce all’amore”e precisamente dall’incipit di questa canzone:
"Rara la vita in due fatta di lievi gesti,
e affetti di giornata, consistenti o no,
bisogna muoversi come ospiti pieni di premure,
con delicata attenzione per non disturbare
ed è in certi sguardi che s' intravede l’infinito".
Sembra un pensiero banale, semplicistico, a tratti cinico, invece credo contenga l’essenza vera dell’Amore, quello ormai privo di orpelli, apparenze e sensazionalità, quello che ti lega per sempre a qualcuno, pur nella consapevolezza chiara e limpida dei suoi difetti, dei suoi limiti, nella difficile scelta di vivere insieme mantenendo il rispetto, le buone maniere e la cautela nell’intrusione dei reciproci spazi… insomma na robetta niente affatto facile, ma Battiato riesce sempre a cogliere nel segno….sarà perché lui è single?!! 