Ieri sera a tarda ora, tornando a casa da un concerto musicale , dopo una full immersion di note, luci, applausi e ugole al vento…..leggo al televideo la notizia della morte di una delle più famose leggende della Musica: Micheal Jackson, uno di quelli che di ugole ne ha fatte cantare a milioni, in tutto il mondo, uno che ha fatto dei concerti delle occasioni di spettacolo stratosferiche, inaugurando tutta una serie di marchingegni ed effetti che stupivano e facevano restare tutti a bocca aperta, come bambini senza fiato davanti ad una vetrina di cose meravigliose.
La notizia giunge assieme a quella di Fara Fawcette, altra storia, altro passato, altra vita, eppure in entrambi i casi la sensazione netta e irresistibile che quelle morti siano state la fine di un’agonia; agonia di una malattia che non lascia scampo in un caso e agonia di una vita difficile e complicata devastata dal bisogno di essere amata nell’altro.
Sì, perche Micheal J. è stato un personaggio tragico, nonostante tutti i suoi talenti . Il suo talento, la sua meraviglia e il suo mistero ne hanno fatto una leggenda, nonostante il totale disastro della sua vita privata ed il suo eccentrico modo di vivere da eterno bambino.
Molti hanno continuato a parlare di lui come di un bambino geniale, dolce e innocente, dotato di un'incredibile sensibilità. Un bambino di immenso talento imprigionato nel corpo di una adulto caratterizzato dal continuo bisogno di sentirsi accettato , ma soprattutto un bambino che non avendo potuto vivere la propria infanzia quando era il momento ha scelto di farlo in seguito.
M. J. , di sbagli e di comportamenti discutibili, ambigui, folli, ne ha commessi molti e tutti ne sono a conoscenza, ma in una specie di tacita concessione che viene fatta solo ai grandi artisti , qui è possibile scorporare le due facce della persona: da una parte quella umana con tutte le sue follie, i suoi problemi, i suoi errori, le sue psicosi…e dall’altra quella artistica ed è su quest’ultima che voglio soffermarmi.
Negli Anni 80’ io ero una bambina che anelava con fremente attesa ad un’adolescenza bel diversa da quella viziata , pretenziosa e full optional di oggi. Come molti miei coetanei dell’epoca, che correvano a casa dopo scuola per vedere DJ Television su Italia 1, i video di quel ragazzo di colore dalla voce bambina che lanciava curiosi urletti ballando in maniera magistrale sulle note di ritmi irresistibili era uno spettacolo unico! L’esperienza dei Jackson Five si era già conclusa da un po’ e M.J. si presentava al grande pubblico come solista con trovate video sempre più geniali, dalle canzoni sentimentali a quelle più scatenate.
Il mito nacque con una facilità estrema, le canzoni ed i balletti di quel personaggio ogni volta diverso, che riusciva persino a camminare sulla Luna (il celebre passo del Moonwalker) paralizzavano l’attenzione di tutti sul globo per sognare, applaudire, cantare, emulare o semplicemente criticare. Persino le sue parodie divennero celebri e seguitissime. L’album Thriller è tutt’oggi nel Guinness dei Primati come l’album che ha venduto più copie al mondo e che per ben 7 settimane è rimasto ai vertici delle classifiche mondiali!
Ricordo che quando in TV passavano un video di M.J. correvo a chiamare mia madre per
condividere con lei quelle immagini, quelle note, quelle trovate così nuove per noi, quella capacità artistica a 360^ così diversa da quella cui eravamo abituati in Italia…Ogni qualvolta poi si cimentava in un duetto famoso (ricordate il periodo con Paul Mcarthney e signora?) mi sorprendevo a provare una simpatia sconfinata per tutti i suoi partner artistici ed un’eccitazione euforica per la brillante idea!
Pochi anni fà venne fatto un documentario sulla vita di M.J. (da noi andò in onda su RaiDue) il cameraman lo aveva seguito dappertutto, a casa, nello studio di registrazione, a spasso con i bimbi nati in provetta dai nomi impossibili e velati come donne islamiche, alle prese con lo shopping compulsivo, con i fan, le paure, le ipocondrie etc...Era l’immagine di un uomo in sfacelo, dal volto deturpato dal bistuiri e l'anima segnata da una sensibilità messa a dura prova, l’inno alla decadenza di un mito dalla vita bizzarra, tacciata di presunti atti osceni, costellata da amicizie anziane e improbabili, una vita spesa come in un Luna Park di luci, giochi, figuranti di
ogni età e tanta , tanta solitudine! Eppure quando la telecamera indugiava un poco sui passi di quel ballerino eccezionale si restava ancora imbambolati e ammirati!
Fortunatamente, come sempre avviene per i miti, l’arte di M.J. gli sopravviverà per sempre.
Come non ci saranno mai più altri Fred Astaire o Elvis Presley, così non ci sarà mai più qualcuno paragonabile a Michael Jackson ed il suo nome resterà indelebile e pesante nella storia sacra della musica di tutti i tempi.
Ciao Micheal!
