C’era una volta, tanti anni fa, una bellissima ragazza di nome Cenerentola.
Ella viveva con la matrigna e due sorellastre e l’unico a volerle davvero bene, il padre, era morto……per cui si sparse la voce che era meglio non volere bene a Cenerentola!
La ragazza veniva sfruttata da tutta la famiglia che la faceva lavorare come una colf dopata, dalla mattina alla sera lavava pavimenti, pentole, piatti, stalle, camini …stirava camicie, gonne, sottane….dava da mangiare a tutti gli animali, coltivava l'orto e preparava 4 pasti al giorno.
La notte, quando tutti dormivano e poteva finalmente rilassarsi sapete cosa faceva?
Anziché andarsene in un centro massaggi, farsi uno shampoo agli oli essenziali, depilarsi, mangiarsi una pizza etc…. rompeva le balle a topi e fate perché si trasformassero in una Euro 2 e la portassero a ballare! Il che forse era legittimo dopo 20 anni di scopa in mano, ma la cosa davvero masochista è che Cenerentola voleva andare al ballo per incontrare il Principe Azzurro! Così si sparse la voce che Cenerentola era una vera maledizione per tutto il genere femminile: massaia stremata e uomo dipendente! Per cui tutte le ragazze del paese iniziarono ad evitare quella specie di icona delle donne massacrate dai lavori domestici che a fine giornata vogliono solo diventare splendide e impeccabili per il proprio uomo!
La sera del gran ballo, dopo una serie di LSD pesanti grazie ai quali Cenerentola aveva nell’ordine: parlato e cantato con dei topi, visti gli stessi trasformarsi in cavalli bianchi, montato su una zucca dell’orto al grido di: “Op!Op!”…. la giovane partì verso il Castello per conoscere il più bel principe del regno. Quando lui la vide fatta e fumata come un rasta boy il giorno del suo compleanno, se ne innamorò perdutamente e la volle in sposa assieme al suo pusher! Ma per la povera Cenerentola i guai non erano finiti, dopo la gioia iniziale in cui si illuse di essere diventata una principessa, si ritrovò a lavare pavimenti e pulire camini come quando era a casa sua, con l'aggravante che ora viveva in un castello con 300 stanze. (senza contare tutte le mantelline azzurre da lavare a mano)!!
MORALE:
La donna che cerca un uomo: che la tratti da principessa, che quando la incontra sia davvero contento di vederla, che le parli, la ascolti, la coccoli, che quando la bacia la faccia sciogliere, se cerca un uomo con cui non deve discutere ogni mattina su chi va in bagno per primo (perché ognuno ha la sua casa), …. Non deve sposare il principe azzurro.
E' molto più indicato incontrarsi ogni tanto con un principe già sposato!
Cari bambini di ogni età, si inaugura con questa fiaba il nuovo filone delle "Favolacce", parodia delle favole d'infanzia, ....come sarebbero state le fiabe senza il lieto fine?!
Buon divertimento!
Il brutto anatroccolo
C’era una volta un’ anatra che fece cinque uova, quattro normali e uno enorme, ma così grosso che il sedere le fece male per otto giorni.
Dall’uovo grosso nacque un papero ….. che era orribile!
Prima di tutto era calvo, e un papero pelato sembra una palla da rugby. Era storto, brutto e sciancato ed era tutto nero ( cosa davvero strana per una papera).
Quando mamma anatra lo vide disse: “Oca….zzarola! Il mio piccolino…. è un cesso!.
Se fosse stata un ragno non lo avrebbe mai detto perché some si sa: “Ogni scarrafone è bello a mamma sua!”.
Un giorno il papero andò sull’aia e due galline lo presero a palate in faccia, e in più gli spalmarono le dita, nel senso che prima erano palmate e dopo spalmate.
Quando si fu rimesso, il papero tornò sull’aia dove incontrò un cane e gli chiese:”Ma secondo te sono brutto?”. Il cane rispose di no e vomitò.
- “Tu sei buono” disse il papero : “non mi hai preso a palate in faccia”
- “Solo perché non ho una pala!” Rispose il cane: “ma ho il piede di porco, vero Egidio?”.
Ed Egidio il porco rispose: “Te lo presto volentieri, ma non rovinarmelo perché ho appena fatto la pedicure!”.
Allora il cane che era educato chiese: “petto o coscia?” E il papero rispose: “Coscia”. Il cane educato gli scassò il femore, la tibia e il perone.
Fu così che il papero andò a vivere ai confini della legge, cioè tra canne, …..ashish, marja, cocaina e altre droghe. Frequentava una discoteca malfamata dal nome “Papaveri e Papere” solo che i papaveri erano quelli da oppio. La dj era una certa Ocarina, e i clienti erano tutta brutta gente: l’Anatra wc alla quale nessuno rivolgeva la parola perché puzzava, Qui, Quo e Qua che avevano imparato a farsi dal manuale delle Giovani Marmotte, Mandarina Duck con due borse sotto gli occhi così e molti altri tipi poco raccomandabili.
Una sera la polizia fece irruzione e per fortuna che il papero era calvo, sennò ci lasciava le penne! Finalmente venne la primavera e il papero con grande meraviglia di tutti si accorse di essere diventato uno splendido cigno, bianco luminoso e sfolgorante.
Allora con orgoglio tornò sull’aia e tutti gli animali chiesero: “chi sei?”.
E lui con fierezza rispose: “sono il brutto anatroccolo!” “Ah, sei tu!” e venne preso di nuovo a palate in faccia.
Allora il papero spiccò il volo con eleganza e fragore, sorvolando tutto e tutti, bianco panna in un cielo blu, nitido, nitido…… un cacciatore lo vide e gli sparò…. colpendolo in pieno!
MORALE
Il bianco panna e il blu, insieme portano una sfiga pazzesca!